INFORMAZIONI AGGIUNTIVE

 

PER LA SALVAGUARDIA DELLA NATURA


Il protocollo di Kyoto ha impegnato tutti i paesi a contenere il consumo di combustibili fossili per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera che provocano il pericoloso effetto serra, sviluppando l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Inoltre, il costo sempre crescente dell’energia propone con forza un uso intelligente e razionale di questa preziosa risorsa, evitando gli sprechi e incentivando i comportamenti finalizzati al risparmio energetico.
Su questi temi è importante informare i consumatori in modo corretto e completo, poiché la difesa dell’ambiente o l’uso razionale dell’energia possono essere conseguiti solo con la partecipazione convinta di tutti i cittadini.

LE BIOMASSE VEGETALI

Le biomasse vegetali sono uno dei combustibili rinnovabili per il riscaldamento.
Per gran parte della storia, le fonti principali d’energia utilizzate dall’uomo per le sue attività sono state la legna da ardere per riscaldarsi, ed il lavoro degli animali per avere energia meccanica.
La nostra epoca è invece caratterizzata dall’uso dei combustibili fossili per produrre energia, i quali, oltre ad essere esauribili, producono un impatto negativo sull’ambiente. Per attenuare l’impatto si incentivano l’uso efficiente dell’energia e l’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Le biomasse vegetali ricavate dal legno e dalle ramaglie dei boschi sono una fonte energetica rinnovabile che può essere usata per creare calore. Per esempio la
legna da ardere in ceppi, ricavata dal taglio dei boschi prodotti allo scopo;
i cippati, i pellets anche questi dal legno, lavorati e sminuzzati per migliorare la resa della combustione.

Le biomasse vegetali ricavate dal mais e dalla barbabietola da zucchero, dagli scarti di lavorazione della frutta e dalla canna da zucchero sono pure esse un eccellente fonte di energetica per creare calore.
Questi prodotti naturali possono fermentare e essere distillati per produrre alcol etilico (non metilico!) che può bruciare creando una bella e viva fiamma.

Quando si brucia il legno in casa è però necessario avere una canna fumaria per estrarre i prodotti della combustione (fumi, particelle in sospensione che vediamo attaccate alla canna fumaria, ecc.) nocivi per l’uomo e per l’ambiente.
Quando si brucia l’ etanolo invece si producono sostanze (anidride carbonica e vapor d’acqua) che non sono nocive nè per l’uomo nè per la natura...e non si sottrae calore alla casa tramite la canna fumaria.

La Biomassa vegetale è la materia che costituisce le piante. L’energia in essa contenuta è energia solare immagazzinata durante la crescita, per mezzo della fotosintesi clorofilliana. Per questo motivo le biomasse sono una risorsa energetica rinnovabile e rispettosa dell’ambiente.

Bruciando gas o gasolio per riscaldarsi si trasferisce e si accumula nell’atmosfera carbonio prelevato dalle profondità del sottosuolo, contribuendo in tal modo all’effetto serra. Viceversa, la combustione di biomassa non incrementa l’effetto serra poiché il carbonio che sprigiona bruciando proviene dall’atmosfera stessa e non dal sottosuolo.
Riscaldarsi con le biomasse non fa solo bene all’ambiente, ma anche alle nostre tasche, perché a parità di calore prodotto, i combustibili vegetali costano molto meno rispetto a quelli fossili.
In particolare il bioetanolo quando forma la fiamma combinandosi con ossigeno, produce acqua e l’anidride carbonica che rientra nel ciclo di riproduzione delle biomasse vegetali.

Il bioetanolo, per elezione, è quindi una fonte energetica :